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Threads: tutto quello che devi sapere sulla piattaforma

Threads: disastro o opportunità?

Indice dei capitoli

Introduzione a Threads. Storia e numeri

Partiamo dall’inizio, Threads nasce dalle fucine di Meta (proprietario di Facebook, Instagram, WhatsApp ecc.) in risposta al mezzo disastro comunicativo, perpetrato da Elon Musk dopo l’acquisto di Twitter e il conseguente rebranding in X.

L’obiettivo è chiaro: usare la potenza di fuoco di Instagram, sfruttando la crescente incertezza degli utenti verso Twitter, per poter spodestare l’uccellino dal trono di piattaforma di riferimento (almeno negli USA) per le informazioni ed il microblogging.

Threads viene lanciato a luglio 2023 negli USA, mentre in Europa abbiamo dovuto aspettare metà dicembre, a causa delle difficoltà di Meta nell’aderire alla GDPR.

Il fatto di drogare gli utenti della piattaforma con quelli di Instagram ha avuto un doppio effetto, che abbiamo già visto in passato con Google+:

  • Immediata “adozione di massa”, con ben quarantadue milioni di utenti giornalieri attivi praticamente da subito e ben ventuno minuti di utilizzo medio al giorno. Uso le virgolette perché non è un’adozione spontanea, semplicemente si sono ritrovati, quasi in automatico, dentro la piattaforma;
  • Drastico calo di utilizzo nel brevissimo termine, ad oggi si contano dieci milioni di utenti con una media di tre minuti di utilizzo al giorno.

Per darti un metro di paragone, X conta 200 milioni di utenti con un tempo di utilizzo medio di 31 minuti.

Analizzare questi numeri è molto complesso, il calo di utenza attiva è drastico ma prevedibile, d’altronde porti un’audience prevalentemente interessata alle immagini su una piattaforma prettamente testuale.

Il dato però probabilmente più preoccupante è l’utilizzo medio giornaliero, passato da ventuno a solamente tre minuti al giorno.

Non ho idea di come siano stati presi questi dati (che fa tutta la differenza del mondo), ma può essere un primo parametro da analizzare.

 

Le funzioni di Threads

Dopo queste prime considerazioni passiamo invece alle funzionalità della piattaforma, in verità non c’è moltissimo da dire, se hai usato Twitter in passato le modalità sono quasi le stesse.

Qui i “post” vengono chiamati “thread” ed è possibile concatenarli in modo da creare contenuti testuali anche molto lunghi, anche se così facendo sono sicuramente più scomodi da leggere.

Le funzioni principali sono:

  • Creazione di post testuali di cinquecento caratteri;
  • Pubblicazione di note audio, con trascrizione automatica (di ottimo livello, con tanto di punteggiatura) delle stesse;
  • Pubblicazione di immagini;
  • Creazione di sondaggi.

Non ho idea di come siano stati presi questi dati (che fa tutta la differenza del mondo), ma può essere un primo parametro da analizzare.

 

Consigli di utilizzo

Convincere gli utenti ad aggiungere una nuova piattaforma alla loro routine giornaliera sarà la vera sfida della piattaforma, a maggior ragione per la tipologia di contenuto, prettamente testuale, che veicola.

Certo, puoi inserire immagini, ma non è certo Instagram, e non vuole esserlo.

Essendo largamente ispirata a Twitter, si pone come alternativa per veicolare i medesimi contenuti, parliamo quindi di contenuti brevi, come micropost/microblogging.

Sto riempiendo questa mail di elenchi puntati, ma so che mi perdonerai, eccoti quindi alcuni utilizzi che ne puoi fare:

  • Creazione di contenuti brevi, come mini pillole e considerazioni personali. Questo ti aiuterà ad aumentare i follower e la percezione della tua autorevolezza;
  • Creazione di sondaggi o, meglio, domande aperte a cui far rispondere le persone. Questo aumenterà il tuo engagement, dando miglior visibilità anche ai tuoi contenuti brevi. Attenzione alle domande retoriche;
  • Ripubblicare altri thread, anche con un tuo commento, questo (se fatto bene) aumenterà sia i follower che l’engagement;

Un altro utilizzo potrebbe essere il portare gli utenti ad approfondire gli argomenti passando dalle tue pillole ai tuoi contenuto long-form su altre piattaforme (LinkedIn, YouTube ecc.).

Tieni però presente che è molto probabile che l’algoritmo della piattaforma scoraggi questo tipo di utilizzo, in quanto lo scopo è mantenere gli utenti all’interno dell’ecosistema, non farli uscire… potrebbe vedere però di buon occhio lo spostamento da Threads a Facebook ed Instagram, dato che è il medesimo ecosistema… ma non ci sono notizie ufficiali al riguardo.

Attenzione anche a usare il “primo commento” per mettere le tue risorse esterne, le piattaforme non sono sceme, sanno esattamente cosa stai facendo.

 

Sinergia con Instagram

Abbiamo già visto come sia stato utilizzato Instagram come trampolino di lancio per Threads, ma quanto sono legate le due piattaforme?

La prima cosa da sapere è che, aprendo Threads, ti verrà proposto in automatico di seguire tutte le persone presenti in Instagram, con conseguenti vantaggi e svantaggi.

Personalmente ho scelto di non optare per questa strada, ma allo stato attuale è una scelta personale che dipende moltissimo anche dal tuo target.

Un’altra caratteristica è che, se hai un badge verificato su Instagram, questo verrà riportato anche su Threads, così come verrà usato in automatico il tuo nome utente.

Altra caratteristica interessante è che, all’interno dei feed di Instagram, compariranno anche i Thread delle persone che segui (e forse anche che non segui, non ho avuto modo di verificare questa cosa, anche se è più che probabile).

“Il concetto chiave non è più la ‘presenza’ in rete, ma la ‘connessione’: se si è presenti ma non connessi, si è soli. (A. Spadaro)”

Fonti

Oltre ovviamente alle fonti ufficiali, come comunicati stampa e post di Threads, per la scrittura di questo articolo mi sono informato tramite (in elenco alfabetico):

Fabrizio Giancaterini, Kevin Stratvert, Luca Mastella, Matteo Corvo, Ninja Business School, Raffaele Gaito, Statista, Wired Italia.

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