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Guida a come scrivere un articolo per blog

Come scrivere un articolo per il blog

Indice dei capitoli

Come scrivere un articolo per un blog? Quali caratteristiche deve avere un articolo realizzato per un blog? In questo articolo ti spiego come scrivere un articolo di qualità per il tuo sito, che rispecchi tutte le regole SEO base, ma non solo, cercherò anche di darti una struttura che potrai riutilizzare all’interno dei tuoi progetti e ti spiegherò come ottimizzare un articolo con WordPress.

Scrivere un articolo per un blog o per un qualsiasi sito internet non è semplice come potresti pensare, è un gioco di equilibri che vede da una parte il tuo lettore, destinatario della tua conoscenza al quale vuoi e devi trasmettere un messaggio, dall’altra parte abbiamo Google, giudice e giuria di cosa debba essere trovato in rete e cosa invece meriti di sprofondare nell’abisso della seconda pagina (o successive).

Cosa deve contenere un articolo al suo interno?

Vediamo un esempio di struttura di un articolo di qualità, in grado di “convertire l’utente”, ovvero di convincerlo a compiere una determinata azione e di far nel contempo felice Google.

INDICE

Scegliere l’indirizzo del tuo articolo

Come saprai ogni articoli ha un indirizzo, per esempio questo che stai leggendo ha come indirizzo https://robertotarzia.com/come-scrivere-un-articolo-per-il-blog, devi però sapere che anche questo indirizzo è importante e deve contenere (possibilmente) la parola chiave e l’argomento che vuoi indicizzare.

Con WordPress verrà automaticamente utilizzato il titolo dell’articolo per creare il link, ad esempio:

Titolo: Come scrivere un articolo per il blog
Link: https://robertotarzia.com/come-scrivere-un-articolo-per-il-blog

questo non toglie che puoi cambiarlo come preferisci.

Un’accortezza che ti consiglio di utilizzare e che puoi impostare dal menu “impostazione”–>”permalink” è quella di anteporre al titolo la categoria di appartenenza, utilizzando la struttura personalizzata (ultima opzione) ed inserendo i parametri “/%category%/%postname%/” (puoi fare copia-incolla direttamente da qua, ricordati di escludere le virgolette).

In questo modo il link diventa automaticamente https://robertotarzia.com/lead-generation/come-scrivere-un-articolo-per-il-blog

Qui sotto puoi vedere come configurare il tuo pannello WordPress.

WordPress struttura permalink
WordPress struttura permalink

 

Come scrivere il titolo di un articolo

Ovviamente un articolo ha bisogno di un titolo, la prima cosa che l’utente legge e che il motore di ricerca prende in considerazione, deve essere chiaro, semplice e contestualizzato, se l’articolo risolve un problema allora è importante che si capisca subito cosa l’utente troverà una volta aperto.

<<Come scrivere un articolo per il blog>>

probabilmente non vincerà il premio Pulitzer come miglior titolo di quest’anno ma spiega esattamente cosa l’utente potrà leggere e questo è esattamente quello che vuoi ottenere.

So bene che titoli più “colorati” e ricercati ti danno maggiori soddisfazioni, ma ricordati che l’unica persona per cui non stai scrivendo sei te stesso, quindi a meno di casi particolari (ci sono sempre casi particolari, e non riguardano te nel 99% delle volte) cerca di rimanere concreto.

A tal proposito ho tradotto e commentato un articolo che riguarda proprio l’utilizzo di titoli creativi e come questi impattano sugli utenti, appena finito questo articolo ti consiglio di andarlo a leggere! Lo trovi a questo link: analisi dei titoli degli articoli: come impattano sugli utenti.

Quanto deve essere lungo il titolo di un articolo?

Il titolo del tuo articolo deve essere lungo all’incirca 75 caratteri, questo numero non è casuale ma dettato dal fatto che Google ha un numero di caratteri limitato a disposizione, se ne utilizzi di più verrà tagliato, come nell’esempio qua sotto:

Esempio di titolo tagliato da Google
Esempio di titolo tagliato da Google

 

Cosa deve contenere il titolo di un articolo?

Non basta che sia lungo il giusto e che rifletta il contenuto dell’articolo, deve anche contenere la parola chiave che vuoi indicizzare; quando scrivi un articolo infatti dovresti sempre tenere a mente quale parola o frase (in gergo: keyword e long tail keyword) vuoi che Google assimili e riproponga alle persone che cercano esattamente il tuo argomento o degli argomenti correlati.

Per farlo è indispensabile effettuare una keyword research, cosa non banale che può essere fatta con SEO Zoom, famoso servizio made in Italy utilizzato per analisi SEO professionali.

In alternativa, se non hai voglia o tempo di capire come effettuare una keyword research e non hai il budget per pagare qualcuno che la faccia al posto tuo, non ti rimane altro che affidarti al buon senso ed al tuo intuito. Cerca su Google l’argomento di cui vorresti trattare e prendi spunto dai titoli dei risultati di ricerca che ti verranno proposti nella prima pagina.

Ricapitolando:

♟ Deve essere lungo circa 75 caratteri o meno;
♟ Deve contenere la keyword per la quale vuoi posizionarti;
♟ Deve essere coerente con l’articolo.

L’introduzione del tuo articolo

Ogni articolo ha un’introduzione, che spiega più nel dettaglio cosa il lettore troverà leggendolo, o meglio, a quali domande l’articolo sarà in grado di rispondere.

Questa introduzione corrisponde normalmente al primo paragrafo o comunque ai primi paragrafi del tuo articolo e non deve essere fatta “a caso” ma deve contenere nel primo paragrafo la keyword principale per la quale ti vuoi posizionare e di seguito delle keywords o long tail keywords che sono complementari all’argomento.

In questo Salvatore Aranzulla è un maestro, con introduzioni ripetitive in grado di non stancare l’utente ma di dare un forte segnale a Google per quanto riguarda la tematica trattata nell’articolo.

Prova a rileggere le prime righe di questo articolo e vedrai che ho utilizzato frasi come: “come scrivere un articolo per un blog”, “caratteristiche deve avere un articolo realizzato per un blog”, “come scrivere un articolo di qualità” e così via. Tutto nel primo paragrafo.

Questo basta per posizionarlo? Sicuramente no, almeno non in una nicchia così competitiva come quella in cui opero io, ma ti assicuro che in nicchie più normali può dare una spinta verso l’alto non indifferente.

Il corpo dell’articolo

Passiamo adesso al fulcro del tuo articolo, ovvero la parte centrale nel quale approfondisci l’argomento che stai trattando.

Non mi dilungherò sulla lunghezza che deve avere un articolo, per questo ho scritto un post dedicato che puoi trovare qui (con tanto di video dedicato): Quantità Vs Qualità: è meglio scrivere un solo articolo lungo o 10 più corti?

È un articolo molto completo che ti da diverse informazioni utili, se non hai voglia di leggerlo diciamo che in questo contesto può bastarti sapere che l’articolo deve essere lungo esattamente quello che serve al tuo utente per rispondere alla domanda che l’ha portato alla sua lettura.

Deve quindi contenere tutte le informazioni utili a risolvere il problema o rispondere alla domanda che il tuo utente si è fatto, senza cadere nell’errore della ripetizione inutile, ma stando attento a trattare tutti i temi correlati che potrebbero essere utili a te per posizionarti ed al tuo utente per informarsi.

Semplice? Assolutamente no, per questo motivo i copywriter bravi si fanno pagare bene, ma piuttosto che non pubblicare nulla puoi cercare di produrre un articolo discreto. Con un po’ di allenamento sicuramente riuscirai ad ottenere interessanti risultati.

Utilizzo di immagini ed elementi multimediali in un articolo SEO oriented

Le immagini così come gli elementi multimediali sono un tassello fondamentale in un qualsiasi articolo che si rispetti, ma non possono essere inserite casualmente, se vuoi scrivere un articolo “SEO oriented” devi infatti prestare attenzione ad alcune semplici regole.

Il contenuto

Il contenuto non deve essere solo in linea con l’articolo che lo contiene ma deve rispecchiare il “tone of voice” che utilizzi all’interno delle tue comunicazioni, se prediligi una comunicazione seriosa gli elementi saranno diversi rispetto ad una più informale.

Le dimensioni

Le immagini devono essere ottimizzate, se inserisci immagini da 1mb o più il sito diventerà un mattone, con tutte le conseguenze del caso, il mio consiglio è di non superare mai i 100kb per immagine.

Non sei capace? Non preoccuparti, eccoti i passaggi che devi seguire:

Ottimizzazione SEO delle immagini

Una volta ottimizzate e caricate sul tuo sito internet dovrai inserire il titolo, la descrizione ed eventualmente una didascalia, questo aiuterà Google a capire l’argomento che stai trattando, farlo è semplicissimo, nella scheda di caricamento immagini di WordPress dovrai semplicemente compilare i campi come da immagine che trovi qua sotto.

Wordpress: Immagine ottimizzata SEO
WordPress: Immagine ottimizzata SEO

Attenzione: anche il nome del file “esempio.jpg” deve essere in linea con il contenuto, evita quindi nomi casuali ma utilizza qualcosa a tema. Per esempio “esempio-immagine-ottimizzata.jpg”.

Attenzione alla link building

Quando scrivi un articolo è importante citare le fonti, con un link che permetta all’utente di approfondire eventuali argomenti correlati direttamente dal sito internet che stai citando, la regola vuole che più questo link si trova in alto nel tuo articolo, più Google gli dà importanza. È inoltre importante che il sito di destinazione del tuo link sia in linea con le tematiche che tratti.

Ma questo come può aiutarti a posizionare il tuo sito internet?

Se Google “capisce” che inserisci collegamenti di qualità che possono aiutare l’utente che finisce sui tuoi articoli, allora probabilmente ti premierà, considerandoti un’utile fonte di informazione.

Penso sia superfluo dirti che i link devono essere sensati, utile e diretti a siti internet di qualità, un metodo per capirlo è utilizzare SEO Zoom, un altro, adatto ai meno tecnici, è cercare l’argomento correlato su Google ed inserire il link ad uno dei siti presenti nella parte alta (attenzione, non alla home, ma all’articolo di approfondimento).

Molto importante è anche utilizzare dei link interni, ovvero riportare degli articoli di approfondimento che hai già scritto e pubblicato sul tuo blog, esattamente come ho fatto io in questo articolo, quando ho linkato alcuni miei articoli di approfondimento.

Un esempio pratico?

Se sei un fotografo ed il tuo sito spiega alle persone come realizzare fotografie di ritratto, potresti inserire un link ad un articolo che presenta la recensione di un particolare obiettivo che gli utenti potrebbero ritenere interessante per le loro esigenze.

Ricapitolando:

♟ Inserisci link esterni di approfondimento a siti di qualità complementari al tuo;
♟ Inserisci link interni a tuoi articoli di approfondimento.

La punteggiatura del tuo articolo

Argomento scomodo quello della punteggiatura, vedo persone scrivere paragrafi interminabili senza utilizzare nemmeno una virgola, ed articoli pieni di punti interrogativi ed esclamativi.

La punteggiatura deve essere presente, non puoi scrivere decine di paragrafi con sole tre virgole, ovviamente non deve nemmeno risultare troppo pesante, con una virgola ogni tre parole.

Non esiste una regola base e puoi gestire la cosa come preferisci, diciamo però che alcune linee guida potrebbero essere le seguenti:

♟ Ogni paragrafo non deve essere più lungo di 4/5 righe e tendenzialmente dovrebbe contenere un minimo di punteggiatura;
♟ Non esagerare con segni di punteggiatura come il punto esclamativo, quello di domanda ed il punto e virgola;
♟ Rileggi sempre le frasi e verifica che siano sensate e si capiscano bene.

La formattazione del tuo articolo

Con formattazione intendo l’utilizzo del grassetto, del corsivo, del sottolineato e così via. È utile evidenziare frasi contenenti le parole chiave che vuoi indicizzare utilizzando il grassetto, così come puoi utilizzare il corsivo per far meglio capire all’utente determinati concetti, ma come per tutte le cose, è importante non abusarne, altrimenti potrebbe essere interpretato come un segnale negativo.

Brevemente:

♟ Utilizza il grassetto per evidenziare passaggi importante, magari contenenti le keywords. Ma non solo per quelli;
♟ Non esagerare nella formattazione, né mettendone troppa né troppo poca (nel dubbio però, “meno è meglio” come diceva il buon Steve Jobs);

Categorie e Tag

Quando scrivo un articolo una delle prime cose che faccio è assegnargli una categoria e dei tag, mentre i secondi sono ormai in disuso, la categoria è un elemento fondamentale, in quanto categorizza (scusa la ripetizione) i tuoi articoli.

La regola (con le dovute eccezioni) è la seguente: ogni articolo può avere una sola categoria ma diversi tag.

Riportando questa regola nella realtà, se gestisci un blog di cucina e proponi la ricetta per cucinare un ottimo risotto alla zafferano, la categoria sarà “primi piatti” mentre i tag potrebbero essere “piatti con riso”, “piatti con zafferano” e “piatti vegetariani”.

Attenzione: non cadere nella categorizzazione selvaggia! Prepara PRIMA le categorie ed i tag che utilizzerai nel tuo blog e rimani fedele a quelli che hai deciso di utilizzare.

Un blog di piccole o medie dimensioni (meno di 100 articoli) non dovrebbe avere più di 5/10 categorie e 15/20 tag; questa ovviamente non è una regola ma un’indicazione. A titolo di confronto il mio blog attualmente ha 22 articoli pubblicati, 4 categorie e 5 tag.

Inserisci delle chiamate all’azione

Le CTA, acronimo di Call To Action, sono semplicemente le azioni che vuoi il tuo utente svolga all’interno delle tue pagine, normalmente si accomunano alle Landing Page, ma in verità dovrebbero essere presenti in più parti all’interno del tuo sito internet.

Per esempio, in questo articolo, le trovi nella widget aria qui a fianco (se leggi questo articolo da un computer) oppure qui sotto (se stai leggendo da uno smartphone), ce ne sono di diverso tipo, normalmente le più comuni sono:

  • iscrizione alla tua newsletter;
  • condivisione dell’articolo sui social network;
  • inserimento di un commento;
  • acquisto di un prodotto;
  • click su un link.

Tutto dipende dalla tua strategia di marketing, nel mio caso prediligo l’iscrizione alla newsletter, per questo ho creato EasyLetter, la mia newsletter settimanale a tema business che aiuta imprenditori o aspiranti tali a realizzare il loro business online.

EasyLetter un aiuto per il tuo business online

Non una newsletter ma un vero PIANO EDITORIALE, completamente GRATUITO che ti aiuta a creare il tuo business online tramite un percorso guidato. Guide, approfondimenti, strategie, tecniche.

Più la CTA sarà in linea con l’articolo che stai leggendo, maggiori saranno le probabilità che i tuoi utenti compiano l’azione che desideri, nel mio caso cerco di dare un servizio utile, in maniera totalmente gratuita, che possa aiutare tutte le persone interessate alle tematiche di business e marketing online.

Box Autore

Alla fine di ogni articolo è presente un box autore (se non l’hai, aggiungilo!) come quello che vedi alla fine di questo articolo che stai leggendo, questo è utile sia per fare personal brand sia perché spiega ai tuoi lettori quali sono le tue referenze e perché sei per loro una buona fonte da seguire.

Non sottovalutarlo.

Tools utili

Per aiutarti nella scrittura dei tuoi articoli ci sono diversi plugin per WordPress, ti consiglio di non appesantire troppo il tuo sito ed utilizzare solo quelli fondamentali. Quelli che ti sto per consigliare sono tutto quello che ti serve per iniziare.

Yoast SEO

Molte delle sue funzioni sono completamente inutili (soprattutto qui in Italia) ma ha alcune funzionalità interessanti, come la compilazione del titolo e della descrizione del tuo articolo che si rivelano molto comode per non dover trafficare con il codice, qui sotto ti ho indicato quali sono i campi su cui lavorare.

Yoast SEO per aiutarti con la scrittura degli articoli
Yoast SEO per aiutarti con la scrittura degli articoli

 

SEO Zoom assistente editoriale

Se hai un abbonamento attivo con SEO Zoom, devi sapere che hanno distribuito in plugin gratuito (che puoi scaricare dalla tua area privata) che può aiutarti a scrivere degli articoli “SEO oriented”, dandoti una mano non indifferente a trovare ed inserire le parole chiave più adatte.

Conclusioni

Se hai letto tutto fino alla fine dovresti ora essere in grado di correggere gli errori che hai fatto in passato e scrivere un ottimo articolo, con tutti gli elementi per essere indicizzato al meglio su Google. Ci sarebbero ancora molti dettagli da sistemare, dai dati strutturati alle strutture silos passando dagli articoli correlati, ma sono tecniche SEO più avanzate che puoi implementare anche in un altro momento, adesso l’importante è che i tuoi contenuti siano scritti in maniera corretta.

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